martedì 24 novembre 2009 a 18.02
Voglio saper riversare su di te parole d'amore, che come l'acqua possano lavare via dal tuo capo le sozzure del nostro mondo stanco e sporco.

giovedì 19 novembre 2009 a 13.03
Ho fame. Saziami, ne sei capace. Cerco nel tuo sorriso la forza che riesce a sorreggerlo, per poterne carpire i segreti. Griderei a gran voce parole senza senso come quelle che attraversano i miei pensieri. Per poter riuscire a realizzare che in fondo, sono folle. Più di quel che immaginavo. E lo sei anche tu, perchè trovi da sorridere stando proprio accanto a me. Arranco sbandando su questa strada piena di assurdità, di incongruenze e biforcazioni contorte qual'è la mia vita, e tu sei qui. Sei accanto a me, e mi tieni per mano. Ma come fai? Come ci riesci? Indica anche a me la fonte della tua forza, cosicchè ti possa ricambiare adeguatamente. Sei un Cesare che, come un padre amorevole, non teme nell'offrire la sua schiena a Bruto.


a 10.41
La città con la nebbia impara a prendersela comoda. Questo perchè riesce a farti apprezzare le cose poco a poco, un boccone alla volta. Osservi ciò che ti sta intorno con un occhio nuovo, dapprima costretto di malavoglia ad accontentarti. Pian piano però, scopri sfumature del mondo che ti sta attorno di una bellezza fuggente. I suoni sono ovattati, la città stessa sembra respirare con più pienezza, come se volesse iperventilarsi.


Un sospiro, un suono.


Un sospiro, una macchina che va.


Un sospiro, un uccello vola disperso in una nuvola atterrata.


Un sospiro, dell'acqua invisibile ti accarezza.


Un sospiro, il tuo parabrezza di popola di minuscole perle.


Un sospiro, il Tempo allarga di un foro la sua cintura.


Un sospiro, e il tuo respirare acquista più pesantezza, più importanza.


C'è un tocco di Dio in più nella nebbia. E' un regalo di Natale, un uovo di Pasqua, un cioccolatino a San Valentino, uno spruzzo d'acqua fresca a Ferragosto. Ed è per tutti.

E' Dio stesso che si riappropria del suo rapporto personale con te. Ti toglie l'obiettivo dagli occhi, la tua meta verso cui correresti se fosse più visibile.

La Città si ritira ed esce dai tuoi occhi in punta di piedi.


Dio è nella nebbia. E con Lui c'è Tutto e Niente, vestiti a festa con l'abito bianco.
martedì 17 novembre 2009 a 11.59
La mia mano che solca i tuoi capelli castani
non conosce acque più dolci

Pace Amore e Gioia infinita

mercoledì 11 novembre 2009 a 11.35
L'uomo a cui la sorte benevola,
concesse di essere amico di un amico,
chi ha ottenuto una donna leggiadra,
unisca il suo giubilo al nostro!
Sì, - chi anche una sola anima
possa dir sua nel mondo!
Chi invece non c'è riuscito,
lasci piangente e furtivo questa compagnia!
Gioia bevono tutti i viventi
dai seni della natura;
vanno i buoni e i malvagi
sul sentiero suo di rose!
Baci ci ha dato e uva, un amico,
provato fino alla morte!
La voluttà fu concessa al verme,
e il cherubino sta davanti a Dio!
Lieti, come i suoi astri volano
attraverso la volta splendida del cielo,
percorrete, fratelli, la vostra strada,
gioiosi, come un eroe verso la vittoria.
Abbracciatevi, moltitudini!
Questo bacio vada al mondo intero Fratelli,
sopra il cielo stellato
deve abitare un padre affettuoso.
Vi inginocchiate, moltitudini?
Intuisci il tuo creatore, mondo?
Cercalo sopra il cielo stellato!
Sopra le stelle deve abitare!

[L. V. BEETHOVEN, Nona sinfonia in Re minore, Op. 125]
lunedì 9 novembre 2009 a 9.34
Cantami ancora quella canzone. Quella che mormori quando sei felice, quando mi pensi e sorridi da sola come una dolce matta. Fallo come sai tu, sussurrando carezze e parole. Prendi la chitarra, accendi un bel falò, o salta sul divano stretta nella tua maglia preferita. Canta come quando siamo tra amici, immersi nella penombra di una lampada, e cantiamo alla vita i nostri intimi segreti. Canta per me. Per te. Per il tuo vicino. Per il tuo amico lontano. Canta come sai tu, che stendi con la tua voce tinte pastello sul mondo grigio.
domenica 8 novembre 2009 a 16.20
C'é qualcosa di viscerale che senti in te, quando sei con certe persone. Dentro senti ribollirti la consapevolezza che chi ti è di fronte é come te, come un tuo consanguineo. Avverti dentro di te i desideri primitivi di un branco, lo stare insieme é una cosa tanto naturale quanto necessaria. Se ti separano dagli altri, si avverte sempre in sé il vuoto più puro e istintivo, quello senza metafisica, senza logica. Tu e loro non siete amici, siete fratelli. Siete una cosa sola.

So next to the Heaven...

a 15.10
 
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mercoledì 4 novembre 2009 a 12.10
Le parole che non ti ho detto sono quelle che valgono di più. Lo sapresti anche tu, se solo le conoscessi. Ma non puoi farlo, sono racchiuse in scrigni di carta. Lontane da te, dal tuo pensiero, dal tuo profumo, dai tuoi capelli, dai tuoi occhi ardenti.
Sei morbidamente condannata a credermi sterile.
Perchè sono muto, ma non cieco, nè malforme. Non parlo, ma scrivo, e tanto. E se ci riesco, è solo grazie a te.
Grazie.
sabato 17 ottobre 2009 a 17.01
Hai ancora negli occhi quella luce spaurita di chi compie certe azioni solo con gli altri, solo per gli altri.

Ma tanto lo so.

Ti ricordo, ti ho conosciuto come solo io ho saputo fare, arrogandomi con malcelata amarezza la capacità di scrutarti in quegli occhioni verde mare.  E ricordo ancora serate di pelle su pelle nell'eco di frasi come Non finirà mai, o Ti amerò per sempre. Ancora risuonano sterili per la mia stanza, tristi nella consapevolezza che la loro assolutezza è ormai infranta. Adesso vivi, navighi nel tuo vivere incerto e indeciso come solo una ragazza come te sa fare, persa nella tua vita tumultuosa come io nella mia. Ti guardo, ti scruto, distolgo gli occhi ma mi rimani impressionata dentro, sulla pellicola dei miei ricordi. Da lì pallide penombre di capelli e profumo risalgono, appaiono perfette nella loro imprecisione, e diventano infine quello che sono: l'anticamera del passato che ha ancora voglia di vivere. Lui lo sa che non può, che io non voglio perchè è cio che è, un'entità sterile e con tanti figli come cani sciolti, rabbiosi e pieni di rancore.
E tu sei lontana ormai. Non mi sfiori, non mi scaldi, non mi inebri col profumo dei tuoi capelli, e i tuoi occhioni verde mare.
Perchè sei il passato, è come tale non sei più tu.
Come un fulmine in una foto.


Occhi

mercoledì 7 ottobre 2009 a 7.19
Vivere il mattino in treno é una full immersion nell'oceano di umanità. viaggiare in una vecchia carretta alle 7,04 in piedi porta immagini tanto belle quanto fuggenti. Nella calca umana di pendolari che cercano di estendere le proprie ridicole ore di sonno, degli occhi più intensi diventano bagliori mattutini. E più capisci che probabilmente è l'ultima volta che li rivedrai, più vuoi berne il loro colore intenso, la loro bellezza intrinseca. Singolare modo di cominciare la giornata, è vero, e tuttavia il più dolce, il più intenso.
martedì 29 settembre 2009 a 16.34
Stanotte è nato un mondo nuovo. Di fronte a me, avevo gli occhi chiusi e un lungo sibilo di treno ne ha annunciato l'arrivo.
E' l'altare alle creazioni del caso, figlio di un sonno borghese e di una zanzara metalmeccanica.
Tu sei lì, a vivere i tuoi 5 minuti di ordinaria follia, e il lucido ronzio sconvolge tutti i piani che la corteccia aveva in mente solo per voi due.

Il caso è una brutta bestia, l'ho sempre pensato. Per me che cerco sempre di prepararmi un "piano B", una via di fuga, la zanzara è la sventura in persona. Il caso ha la sua terribile bellezza, con un colpo di mano rimescola persone e cose senza preoccuparsi del come. Nè del perché.

Poche sono le cose che non si affidano al caso. La matematica. Le tasse. Dio (almeno Einstein diceva così, ha sempre detto tante cose quel tizio...). Noi siamo condannati a sottostare alle regole della probabilità, della statistica, come vittime e come boia. Colpiamo alla cieca tra di noi, in questo oceano di carne fumante per cogliere l'aria che ci manca, poco importa chi lasciamo sotto i nostri piedi.
sabato 1 agosto 2009 a 0.43
Non si misura la distanza dai tuoi occhi languidi alle gioie delle tue labbra
Ci ha provato il coraggio, ha fallito miseramente.
Assapori sulle tue labbra l'eternità che vi è passata
Stringimi forte, e non spariremo come ombre nella notte
Scacciate dalla luce vacua e crudele dell'aurora


martedì 14 luglio 2009 a 13.06
Perché la voce è poca, e l'arte prediletta
immensa, perché il Tempo - mentre ch'io parlo! - va,
Totò opra in disparte, sorride, e meglio aspetta.

E vive. Un giorno è nato. Un giorno morirà.

                                              [Guido Gozzano]


mercoledì 8 luglio 2009 a 11.11
Gli uccellini di mia nonna sono perfetti esseri umani. Sono cinque in una gabbia rettangolare. Piccola. Mangiano, cagano, dormono. E basta, la loro giornata finisce lì. Litigano tra di loro per mangiare meglio quella foglia di insalata, quel pezzo di biscotto. E tutto è scandito da ore di buio e ore di luce, in ogni momento della giornata. Esci alle 5, la casa diventa buia e loro si mettono a dormire. E poi basta.
 Li puoi infastidire e loro non possono fare niente. E se tu li liberassi sul balcone, loro non potrebbero scappare. Loro non sanno volare, hanno le ali troppo deboli. Hanno perso questa possibilità molti anni fa.

La gabbia alla fine te la crei addosso, non serve mettertela intorno


venerdì 3 luglio 2009 a 0.56
Ti guardo, e so già di aver visto ben poco.

giovedì 2 luglio 2009 a 11.19
Folle animale l'uomo, dominato dalle passioni, dagli stimoli, dalle percezioni... Ma ancor più folle perchè nega a sè stesso ciò di cui ha bisogno... La nostra vita, il nostro imparare ruota sui sensi, sulle percezioni irrazionali, ma allora perchè le nega? Come può sopravvivere un uomo negandosi il profumo di un fiore, la brezza di un'alba estiva, il lento andare e tornare di un'onda, la vertigine del vuoto chiassoso di stelle in una notte sulla spiaggia?
 Come puoi sopravvivere, proprio tu, uomo, animale debole perchè dominato da istinti irrazionali? Cosa ti sei fatto per resistere a quelle sensazioni semplici di cui hai bisogno? Perchè, uomo, rifuggi nei tuoi prodotti alla ricerca di felicità immediate che hai sotto gli occhi, le mani, il naso, le orecchie?

Sveglia, Uomo! Sveglia! E' già tardi, ma non definitivamente. Riprendi in mano il tuo essere umano.


sabato 27 giugno 2009 a 20.19
...e che strade abbiamo preso? Quali vie abbiamo imboccato?

Prendi una foto, e guardati.
Sei ancora quello lì? Magari quello di due, tre, cinque anni fa?
Riconosci chi ti sta intorno? Leggi ancora nei loro occhi ciò che sono ora?
Guarda i vostri vestiti. I vostri abbracci. Le vostre distanze. I vostri capelli. Le vostre scarpe.
I vostri sorrisi. I vostri occhi. Siete ancora quelli lì?
No. Siamo altri. Siamo cambiati. Stiamo cambiando. Abbiamo preso altre vie, a volte non ce ne siamo neanche accorti.
Non serve aver voglia di essere on the road, lo siamo e basta. Bisogna solo predisporsi alla lunga strada davanti.
Lunga, lunga, inesorabilmente lunga.


Notti prima degli esami

giovedì 25 giugno 2009 a 22.37
Notti prima degli esami.
Notti di attesa nell'aria.
Notti di nuvole intergalattiche che prendono il largo in cieli psichedelici.
Notti dei presagi, dei sabba, degli scongiuri.
Notti di cicale, di grilli, di zanzare.
Notti di fogli come farfalle, bianche e fuggenti per la tua camera.
Notte di ore che non passano, o passano troppo velocemente.
Notti di fughe, notti di ritorni.
Notti di follia, notti di quiete.
Notti del bivio senza strada maestra.

Notti in quarta, senza più la retromarcia.


mercoledì 24 giugno 2009 a 11.54
L'attesa ti consuma
Diventi una candela che, pur di spegnere la fiammella, non vede l'ora di consumarsi fino in fondo.
Cosa ci spinge a voler fuggire dalla propria casa? Mio nonno ad 11 anni fu messo con 160 metri di stoffa su di una spalla, e mandato in un villaggio sperduto sul Gargano. E vendette tutto.
Oggi c'è gente che a trent'anni ha paura di mettere il naso fuori dalla porta di casa. Ma io non ho paura, ne ho voglia. Terribilmente voglia.
Ci sono tante cose che devono accadere, e io ho sentimenti contraddittori e divisi tra l'impazienza e l'ansia. C'è tanto da vedere, tanto da fare, tanto da dire.
giovedì 11 giugno 2009 a 23.32
Mare
Io mi accosto a te di notte
ultimo dei tuoi amanti
con cui hai gioito tutto il giorno
domenica 7 giugno 2009 a 18.45
La decadenza delle forme rende tutto più romantico, più melanconico.

Una gettata di cemento a picco sulla scogliera diventa un tenero e rimembrante lido della bella gente che fu. Ma a guardarlo bene quello è proprio un obbrobrio, un pugno nell'occhio al litorale, eppure...tutto sfuma,magari i sotterfugi per costruirla, le bustarelle giuste date alle persone giuste.

Il tempo sà distribuire una coltre omogenea di segatura sul sangue e il vomito dell'Uomo, e alla fine non distingui tra l'ecomostro e il cobalto del mare, al massimo riconosci un economico parquet di truciolato.
a 18.36
La gente che si aspetta molto da te mi spaventa. Loro non lo fanno apposta, sono semplicemente persone che sanno o hanno deciso che vali, e vali molto. Magari pensano anche che così facendo tu ti senta più forte, più carico di iniziativa e di nuova volontà, ma non è così.

Siamo formiche con un granello di polvere sul dorso, e fatichiamo e arranchiamo per arrivare in tempo al formicaio, come tutti chiedono, come tu senti di voler fare.

Come ciclisti alla volata finale, per arrivare solamente ad un'altra tappa. Un gioco di strategia o di attacco, questo lo vorresti decidere tu, ma poi ci sono sui bordi della strada tutte quelle persone, che sono venute lì tutte per te, per sollevarti durante la tua apoteosi, durante la tua vittoria. Non puoi, non vuoi deluderli, ma ce la puoi fare? Puoi permetterti di fallire?
lunedì 25 maggio 2009 a 20.50
Riflessi vitrei nel grande acquario umano.



Le luci di Maggio

I profumi d'estate

La tua voglia di partire.

Le piante respirano, palpitano

I tuoi capelli si sciolgono e prendono vita.

E le serate guidate ad occhi chiusi dallo zampirone,

E il mare è china graffiata dall'arancio il giallo il bianco il roseo l'amaranto

Maggio

martedì 12 maggio 2009 a 17.35
C'è una spendida luce dorata sulla mia veranda, tipica di pomeriggi come questo, quando il sole si diverte a infilarsi tra gli spiragli della stuoia di canne sul lucernario. Nel giardino c'è il giardiniere, che smuove la terra e dà un sospiro di sollievo alle piante che, come me, cominciano a essere oppresse dal caldo. L'odore delle piante, e il forte ronzare delle api tutte qui intorno fanno da cornice e da sottofondo a me, povero idiota che tenta di studiare Scienze ma che poi perde tempo su questo blog... Povero me, gli esami si avvicinano :)

giovedì 7 maggio 2009 a 21.30
Una vita fatta di connessioni. Un respiro. Un battito. Un numero. Un codice. Un simbolo. Una lettera. Un tentativo. Una confezione. Un McDonald's. 
E poi?

Il terrore di tutta una vita... Il poi? cos'è il Poi? Dopo essere stato quello che sei stato, cosa sarai dopo? E cos'eri prima? Cosa saresti stato con un altro numero? Se fossi stato l'ultimo respiro di una persona amata? Il battito che riaccende il cuore di uno col piede nella fossa? La confezione che hai preso quando l'hai incrociata, lei, proprio in quello squallidamente asettico supermercato? Il tentativo giusto al provino della tua vita?

La vita è una lotteria, e tu aspetti l'estrazione, ansiopatico e senza la tua scorta di Xanax 
mercoledì 22 aprile 2009 a 14.18


Tre allegri ragazzi morti - Il mondo prima

sabato 18 aprile 2009 a 15.06
Godi di una vita che non ti ha mai detto no, di un desiderio inespresso di essere ciò che sono gli altri, mentre rimani dietro la moda dell'essere te stesso. Vivi, fidanzati, fai figli, una buona facoltà, un buon lavoro, una bella casa con tante stupide ma in fondo amate sottigliezze, diventa decrepita, guarda il tuo amore diventare decrepito quanto il volto del tuo amato, vivi una crisi di mezza età, tradisci, pentitene, fallo di nuovo, controlla morbosamente la vita dei tuoi figli, dagli consigli che non hai mai seguito, sentiti superiore di fronte alla loro incapacità di comprenderti, diventa depressa, fatti abbandonare dalla tua prole ormai resa indipendente dagli anni, perdi il tuo partner per la seconda volta su questo mondo, rattrappisci e muori così, indegna tra gli indegni, sporco tra sporchi. Niente di più. Niente di meno. Niente.

Turismo sanitario

sabato 28 marzo 2009 a 18.04
A Singapore è stata legalizzata la vendita di organi tra vivi. 5.000 euro per un rene. I prezzi di listino saranno determinati dalla domanda e dall'offerta. Più aumenta il numero di morti di fame, meno costa l'organo al dettaglio. In tempo di crisi, con il mercato al ribasso, si può comprare un organo di scorta, per esempio un occhio, e tenerlo da parte per ogni evenienza. E' un investimento. Se non servisse lo si potrà rivendere con gli interessi. I turisti potranno fare shopping a Singapore, turismo sanitario. E' la nuova tendenza, la vendita di sè stessi. Il nostro corpo è un capitale. Non si butta via niente...

[fonte: blog di Beppe Grillo]

venerdì 20 marzo 2009 a 23.14
Non faccio un film per dibattere tesi o sostenere teorie. Faccio un film alla stessa maniera in cui vivo un sogno. Che è affascinante finché rimane misterioso e allusivo ma che rischia di diventare insipido quando viene spiegato.

Federico Fellini